Santarcangelo – 45° Festival del Teatro in Piazza: tempo di riflessioni

Santarcangelo – 45° Festival del Teatro in Piazza: tempo di riflessioni
Luglio 20 18:57 2015 Stampa articolo

Riceviamo e pubblichiamo:

Cala il sipario sul 45° Festival del Teatro in Piazza, ma prima che si spengano i riflettori, non sarebbe il caso di aprire una riflessione a 360° su questa manifestazione in cui il teatro da protagonista è diventato comparsa?

Al festival diverse istallazioni, proiezioni di film e di video, complessi musicali, dj ed altri generi artistici e il teatro? Dov’è finito il teatro, solo provocazione? Questa manifestazione dovrebbe porsi l’obbiettivo di riportare il teatro al centro della scena, dovrebbe sperimentare stili e linguaggi nuovi per avvicinare anche target di pubblico diversi dal convenzionale e soprattutto dovrebbe ricercare una maggior sostenibilità economica visto che costa svariate centinaia di migliaia di euro, si sta facendo qualcosa per andare in questa direzione?

Il successo di pubblico è piuttosto relativo, c’è chi vede il bicchiere mezzo pieno e chi lo vede mezzo vuoto, bisogna riconoscere che alcuni spettacoli hanno avuto ottimo successo di pubblico e di critica, ma non si può negare che altri invece ne hanno avuto molto meno, un problema di organizzazione visto che ci sono stati molti spettacoli concomitanti, ma non solo questo. Se per assurdo volessimo scorrettamente scorporare dal pubblico quelli che erano gli addetti ai lavori e quanti invece erano a spasso per il centro solo perché in casa non avevano l’aria condizionata (persone che non si sono fermate a guardare un solo spettacolo), quanti erano veramente interessati al teatro?

E pensare che questa edizione poteva essere ricordata per “Azdori” uno spettacolo che ha riscontrato un enorme successo di pubblico e che era riuscito a stringere un legame più forte col territorio puntando ad un pubblico meno élitario, un’ inversione di tendenza rispetto al passato invece questa edizione verrà ricordata per altro.

Con le cartoline di Cattelan, che hanno regalato a Rimini un incredibile ritorno pubblicitario, Gnassi ha fatto scuola e quelli del Festival devono aver ben pensato di chiudere questa edizione con un bel coup de theatre, mettendo in cartellone uno spettacolo in cui il protagonista non solo si esibisce completamente nudo, ma si urina in faccia, ma è mai possibile che tra tutte le voci di spesa proprio sui costumi si dovesse risparmiare?

Con la scusa dell’arte si tende purtroppo a giustificare qualsiasi cosa, non entro nel merito dello spettacolo in se, la colpa non è della compagnia ma dell’organizzazione del Festival. Credo sia stato commesso un grave errore di valutazione visto che questa performance non si è svolta in un teatro in cui poteva accedere un pubblico adulto informato e consapevole di quel che andava a vedere, ma è andato in scena di pomeriggio nella pubblica via ove chiunque poteva assistere.

L’amministrazione comunale non vuole interferire sulle scelte artistiche, ma l’autorizzazione e la concessione del patrocinio alla manifestazione non possono essere date a scatola chiusa e non possono essere una delega in bianco, evviva la libertà di espressione, ma non ci si può esimere dal porre dei limiti e dal dettare delle linee guida, o per lo meno, se il teatro è anarchia non lo si faccia nella pubblica via!

Il fatto è che quello spettacolo è conosciuto ed è stato applaudito in tutto il mondo allora era quindi ben noto quello che sarebbe andato in scena, concedergli quello spazio in centro era quindi un chiaro tentativo di creare scalpore e far parlare del festival, Alice Parma ricopre la carica di sindaco e di Presidente del Festival cariche che oltre ad un certo prestigio conferiscono anche delle responsabilità.

Da parte dell’organizzazione del festival diverse pecche e leggerezze, i santarcangiolesi ed il pubblico meriterebbero delle scuse, scuse e dimissioni!!!

Dopo ben 9 lustri sarebbe anche il caso di chiedersi quanto valga la “vetrina” del Festival di Santarcangelo, se gode di una certa internazionalità e se si è guadagnato una certa autorevolezza nel panorama teatrale dovrebbero essere le compagnie teatrali e gli attori stessi a “stracciarsi le vesti” pur di far parte del cartellone e non il festival a rincorrerli.

Il festival ha trovato il modo di far parlare di sé, se questo è il nuovo corso, mi auguro che quella che si è appena conclusa sia la 45° e ultima edizione.

Loris Dall’Acqua

  Categories:
Vedi più

Articoli Autore

La Redazione
La Redazione

Vedi più articoli
Scrivi commento

0 Comments

Nessun commentro trovato

Commenta per primo.

Aggiungi commento

I vostri dati non verranno condivisi L'indirizzo email non verrà pubblicato. Anche altri dati non saranno condivisi con terzi .
Tutti i campi sono obbligatori.